mercoledì 27 ottobre 2010

ENZO CASTELLI PORTA LA CULTURA DELL'EMERGENZA IN SENATO

Riportiamo il testo integrale dell'intervento del Presidente Vincenzo Castelli al Senato del 26.10.2010

"Sono qui nella duplice veste di rappresentante del CONACUORE e di Presidente della Fondazione Giorgio Castelli onlus. Doveva esserci Gianni Spinella, ma una grave malattia ne ha impedito la partecipazione; a lui va il nostro pensiero e l’augurio piu’ affettuoso per rapido e completo ristabilimento. Il CONACUORE (Coordinamento Nazionale Cuore) riunisce oltre 120 tra Associazioni e Fondazioni, sparse su tutto il Territorio nazionale, costituite da pazienti cardiopatici e dai loro famigliari. Essi rappresentano la base , l’utenza, il ‘cuore’ di tutto cio’ che gira intorno al cuore stesso. Nel 2001 Gianni Spinella dette un apporto notevole al varo della legge sulla defibrillazione; un impegno ancora piu’ intenso, se possibile, lo ha profuso
per migliorarla, ma sino ad oggi senza risultato. Il CONACUORE e’ molto interessato all’approvazione di una nuova legge, ma chiede con forza un provvedimento che sia realmente spendibile su tutto il territorio nazionale, privo di paletti burocratici che ne renderebbero inefficace l’applicazione. Forse il titolo della legge andrebbe modificato in ‘mezzi atti alla diffusione della Cultura dell’emergenza in Italia’. Siamo personalmente convinti che il nuovo provvedimento legislativo debba insinuarsi nel tessuto sociale del nostro Paese: penso al Mondo della Scuola, a quello dello Sport e a quello del Lavoro. Per raggiungere questi ambiziosi traguardi e’ indispensabile che la nuova legge integri, prevedendo un idoneo accreditamento, le Associazioni di Volontariato nell’imprescindibile processo di divulgazione e di formazione che e’ alla base del successo della defibrillazione in ambito extra-ospedaliero. Si tratta, tra l’altro, di applicare semplicemente quanto gia’ da tempo sperimentato in modo positivo da Nazioni piu’ avanzate di noi sul tema.
Nel riguardo il Volontariato sapra’ essere un ottimo ed irrinunciabile alleato. Per tutto cio’ CONACUORE si appella al Mondo Politico affinche’ non lesini energie ed un rinnovato impegno finalizzati all’approvazione, in tempi finalmente celeri, di una legge giusta ed utile alla Collettivita’: sembra impossibile che 4 anni ed uno schieramento politico del tutto trasversale non siano stati sufficienti a farlo!!
Nelle 2 ore di durata di questo evento 14 Italiani sono morti per arresto cardiaco, altri 7 moriranno nella prossima e cosi’ via: una legge ben fatta avrebbe gia’ potuto salvare la vita ad alcuni di essi. Impegnamoci tutti affinche’ la sopravvivenza ad un arresto cardiaco non debba dipendere quasi esclusivamente dal caso, dalla fortuna o dal buon Dio.

Dott. Vincenzo Castelli
Vicepresidente di CONACUORE, Presidente della Fondazione Giorgio Castelli onlus

lunedì 4 ottobre 2010

CHE FESTA, RAGAZZI!


Stupenda manifestazione al Tennis Club di Via dei Piani di Monte Savello, dove, in una giornata all’insegna dell’accoglienza e della integrazione, l’asd Atletico Pavona ha inaugurato l’ottava stagione sportiva della sua storia.

“Abbiamo raccolto l’invito della UEFA e del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC – ha dichiarato il Presidente Paolo Renzi – e abbiamo inaugurato una stagione che ci vedrà protagonisti nella lotta al razzismo nello sport e nella società. L’iniziativa “Abbiamo adottato una squadra di calcio” vuole essere un momento di coinvolgimento dei nostri cento giovani atleti che devono ricevere forte e chiaro il messaggio che vogliamo cittadini di un mondo senza barriere culturali, etniche, razziali e dove lo sport gioca un ruolo da protagonista nei processi di integrazione.”

Prestigioso, come da tradizione, il parterre, con ospiti di assoluto rilievo. Particolarmente gradita la presenza del Dr.Josè Roberto Andino Salazar, Ambasciatore in Italia della Repubblica di El Salvador e plenipotenziario alla FAO e alle Nazioni Unite, che ha accompagnato la squadra “adottata” dall’Atletico Pavona di giovani salvadoregni che vivono e fanno attività sportiva nel nostro Paese. Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha ribadito i sentimenti di amicizia e di rispetto che esistono tra i due paesi e si è augurato che questa iniziativa rappresenti solo l’inizio di una collaborazione che, attraverso lo sport, rafforzi ancora di più i legami tra due paesi lontani nelle distanze, ma vicini per affinità culturali e storiche.

Ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale di Albano, l’Assessore alle Politiche educative Mario Rapisardi che, in un apprezzatissimo intervento, ha sottolineato l’importanza dello sport negli aspetti educativi e ha rivolto all’Atletico Pavona il suo apprezzamento per l’opera di carattere sociale che svolge a favore dei ragazzi che vivono sul territorio di Pavona.

Ha portato il suo saluto anche Massimo Ferrarini, Consigliere Comunale e amico “della prima ora” del club pavonense. “Un amico – ha sottolineato il Direttore Sportivo Marco Giustinelli – che ha creduto nel nostro progetto sin dall’inizio e al quale riconosciamo il pregio di aver dato il suo contributo personale e istituzionale, al di la dell’appartenenza politica e degli schieramenti politici”.

Tra gli ospiti anche i vicepresidenti della Commissione Cultura e Sport della Regione Lazio, gli On.Mario Brozzi, indimenticato Medico della AS Roma di Franco Sensi, applauditissimo dai numerosi sostenitori di fede giallorossa e Enzo Foschi, tradizionalmente vicino a tutte le iniziative che legano sport e sociale.

Le autorità sono state accolte, a nome dello Sport Albanense da Luciano Di Nicola, Presidente della Polisportiva Comunale Generale della Città di Albano, che ha consegnato la maglia ufficiale della manifestazione, donata dal Settore Giovanile e Scolastico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, dove campeggiava la famosa frase di Albert Einstein: A quale razza appartieni? A quella umana.” “Lo sport di Albano non poteva non essere presente a questa manifestazione che è indubbiamente tra le più significative tra quelle organizzate dalle società appartenenti alla Polisportiva Generale. E’ il segnale che al di la dell’importanza dei risultati dal punto di vista agonistico, lo spirito dello sport albanense è permeato di quei valori di accoglienza e di integrazione che ne fanno uno straordinario strumento di coesione sociale”.

Qualcuno faceva notare l’assenza del Sindaco Nicola Marini, che pure aveva annunciato la sua presenza all’evento.

“Avere qui il Primo Cittadino sarebbe stata cosa oltremodo gradita – sottolinea Marco Giustinelli, conduttore della manifestazione – anche perché, dopo essere stato presente ad analoghe iniziative di società che operano ad Albano, rendersi conto che anche a Pavona esistono realtà importanti che danno lustro alla nostra comunità cittadina, avrebbe sicuramente contribuito a testimoniare una attenzione della Amministrazione Comunale verso coloro che lavorano con la gente e per la gente. Ma il bell’intervento dell’Assessore Rapisardi ci ha fatto comunque sentire la vicinanza di tutta l’Amministrazione. Sarà per la prossima volta, ne siamo più che sicuri”.

Al termine del momento istituzionale, dove Giustinelli ha ribadito lo spirito di una Associazione nata per trasmettere attraverso lo Sport quei valori indispensabili alla fondazione di una società basata sull’accoglienza e sul rispetto della centralità del giovane atleta, si sono affrontate sul terreno di gioco due rappresentative nazionali di Italia e El Salvador che hanno dato vita ad una avvincente partita vinta di misura dal team azzurro.

Presenti alla festa oltre trecento partecipanti, in maggior parte famigliari ed amici degli oltre cento ragazzi che praticano il calcio a cinque con la casacca biancoazzurra.

Apprezzatissima la dimostrazione di primo soccorso che la Fondazione “Giorgio Castelli Onlus” ha realizzato nell’intervallo tra i due tempi, svolta dal presidente Paolo Renzi, anche lui soccorritore laico certificato BLS-D e commentata dal Dr. Vincenzo Castelli, fondatore e presidente della Fondazione.

La giornata è proseguita sotto gli alberi del Tennis Club con il pranzo sociale e con momenti di convivialità e sport dedicati ai più piccoli.

giovedì 30 settembre 2010

SPORT e SOLIDARIETA'

Parte la stagione agonistica della Scuola Calcio “Giorgio Castelli” con la tradizionale Festa di Presentazione che quest’anno vedrà protagonista l’accoglienza e la Solidarietà.

“Abbiamo in questi anni vissuto della generosità degli amici che abbiamo incontrato lungo la nostra strada – dichiara Marco Giustinelli, DS della Società Pavonense – e, adesso, che ce ne capita l’opportunità, non possiamo certo tirarci indietro. Il Progetto di “adottare una squadra di calcio”, affonda le sue radici in quella che è la missione della nostra associazione: creare un ambiente sano e sicuro dove i ragazzi e le loro famiglie possano vivere i valori della solidarietà, dell’accoglienza, dell’amicizia e dell’integrazione. L’idea nasce da una intuizione del nostro allenatore Henry Sejias, che ha lanciato l’idea di fornire ad un gruppo di giovani sportivi, proveniente dalla Repubblica di El Salvador, divise da gioco e materiale tecnico per affrontare il campionato per rappresentative nazionali di migranti residenti nelle nostre città. Lo Sport oggi ha un profondo senso educativo. E il messaggio che dobbiamo trasmettere ai nostri giovani calciatori è che un mondo solidale è un mondo più bello, più divertente e dove si gioca meglio anche al calcio.”

La manifestazione, che vedrà la presenza dell’Ambasciatore in Italia del Salvador. Dr. Josè Roberto Andino Salazar, del Sindaco di Albano Nicola Marini, di Enzo e Rita Castelli, degli On. Foschi e Brozzi, Vicepresidenti della Commissione Cultura e Sport della Regione Lazio, si svolgerà presso l’impianto del Tennis Club Pavona, che ospita il campo da gioco dell’Atletico Pavona.

Verranno presentati i ragazzi delle sei formazioni che parteciperanno ai Campionati 2010/2011, in una festa di sport, di amicizia e di partecipazione che vedrà il suo culmine nella partita di calcio tra le “vecchie glorie” dell’Atletico e una selezione dei ragazzi salvadoregni sponsorizzati dall’associazione.

Un momento importante sarà rappresentato dalla dimostrazione di un intervento di pronto intervento effettuato dagli operatori laici formati dalla Fondazione “Giorgio Castelli” e commentato in diretta dal Presidente, Prof. Enzo Castelli.

La giornata proseguirà con il consueto pranzo sociale e con la visione delle partite del Campionato di calcio di serie A.

martedì 21 settembre 2010

venerdì 30 luglio 2010

BRAIN STORMING

Fare cultura. Un imperativo per una generazione che non si vuole perdere tra i flutti del velinismo o del superenalottismo a tutti i costi. In un momento di estrema confusione sociale, dove la finanza ha preso il posto dell’economia e non è più chiara neanche la differenza semantica tra i verbi “essere” e “avere”, è necessario, anzi, indispensabile, che tutti, ma soprattutto i giovani, riprendano in mano quello straordinario strumento che è la conoscenza.

La conoscenza è l’unico elemento che ci permette di tutelare e far crescere quel bene fondante che è la Libertà.

Oggi la conoscenza viene relegata in secondo piano e la cultura, che è l’insieme del bagaglio delle conoscenze, ne soffre in modo determinante. Il livello di quelle che debbono essere le fonti della conoscenza è sempre più basso, con il rischio di ritrovarci in un medioevo culturale dove la globalizzazione non è altro che il livellamento in basso dei saperi, dei prodotti, del pensiero.

Nel nome della globalizzazione si cerca di far passare un concetto di Libertà che non è altro che una estremizzazione del relativismo etico e culturale. Non è libertà togliere il presepe dalle scuole durante il Natale per una forma di rispetto dell’identità religiosa di qualcuno. Libertà è scelta, è opportunità. Togliere un simbolo religioso non arricchisce nessuno e impoverisce tutti.

Il rispetto è un'altra cosa. Il rispetto è disponibilità all’ascolto dell’altro, è dialettica, è considerare l’idea dell’altro come degna di essere dibattuta, analizzata e, infine, anche combattuta con decisione e fermezza. Togliere, eliminare, selezionare, sono verbi che non appartengono alla visione della vita come luogo della Libertà.

Il pensiero dominante è basato sulla assolutizzazione del ruolo del denaro e della finanza. E per far passare questo concetto alla maggioranza degli individui, sono necessari due elementi fondamentali: la mistificazione e le menzogna sistematica.

Perché si spaccia regolarmente una cosa per un'altra. Ad esempio, si cerca di far passare alla gente comune il concetto che i prodotti cinesi costano “poco” perché la manodopera in quei paesi è più a buon mercato.

Non c’è menzogna più grande e più palese di questa!

Nella produzione di una autovettura o di un televisore o di un computer, l’incidenza dell’intervento umano non è superiore al 6/10%. Quindi, in linea puramente teorica, un televisore fabbricato a Pechino, anziché a Milano dovrebbe costare al massimo il 10% in meno. Se a questo risparmio, togliamo le spese di trasporto, il margine si assottiglia ancora di più e, quindi, in linea puramente teorica un prodotto che viene dall’oriente dovrebbe costare più o meno come quello fabbricato dalle parti nostre. E allora, dove sta il trucco?

Purtroppo è semplice individuarlo: il trucco sta in due paroline semplici semplici. Sicurezza e Qualità.

Se io produco in uno stato dove posso prendere un bambino di cinque anni, chiuderlo in un buco di due metri quadrati per dodici ore al giorno, facendogli respirare veleni senza protezione alcuna e scaricando nell’ambiente gas tossici senza controllo e immettendo sul mercato prodotti che ti fanno venire l’orticaria o il cancro, sto forse risparmiando?

Nei fatti sto diluendo il costo e sto facendolo pagare a qualcun altro in un altro momento.

L’avvelenamento dell’ambiente non riguarda solo il luogo geografico dove avviene. Ricordiamo Chernobyl, dove un incidente nucleare a migliaia di chilometri, ha decretato il cancro alla tiroide a bambini che, ignari, bevevano il latte delle mucche della Valtellina o a casalinghe che mangiavano l’insalata della pianura pontina.

Questo ha comportato miliardi di euro di spese in sanità , controlli, cure mediche, prevenzione. E non abbiamo preso in considerazione l’aspetto umano: lutti, preoccupazioni, dolore, sofferenze indicibili che potevano essere evitate o, quantomeno, attenuate.

Eppure la Bielorussia o l’Ucraina sembravano così lontano e così innocue.

Per la Cina o l’India il discorso è esattamente lo stesso. Il costo dell’inquinamento irreversibile del Fiume Giallo o l’aria irrespirabile delle metropoli ( ricordate i problemi per le Olimpiadi di Pechino, dove fu necessario chiudere per settimane le fabbriche, per garantire agli atleti un aria quantomeno respirabile ) è un conto che verrà presentato, prima o poi, a tutto il resto dell’umanità. Quello che oggi ci sembra un risparmio, tra non molto ci piomberà tra capo e collo con interessi da usuraio.

Una maglia prodotta in Cina non costa meno. Una parte del prezzo la paghiamo immediatamente in denaro alla cassa, una parte, ben più importante, ce la pagano i poveri disgraziati costretti a lavorare in condizioni disumane, una parte la paghiamo in costi sociali per i posti di lavoro che questa filosofia ci fa perdere a casa nostra e una parte è rappresentata da una cambiale che madre natura ci metterà all’incasso entro qualche decina di anni.

Ma l’egoismo – e l’ignoranza – ci portano a considerare solo la prima parte, quella che, fisicamente, esce dalle nostre tasche.

Ma su questo, non ci fa ragionare nessuno e molti di noinon hanno nenche i mezzi culturali elementari per farlo da soli.

Di questo non si parla, perché un meccanismo così terribilmente perverso è fonte di arricchimento smodato per pochi, di briciole avvelenate per molti e di dolore e povertà per moltissimi.

Ma i moltissimi, autentiche vittime della globalizzazione, non hanno parola, non hanno televisione per diffondere il loro disagio ne’ giornali per esprimere le loro opinioni.

E, ancora di più, non hanno cultura per appropriarsi di quei mezzi e di quegli strumenti indispensabili per costruire un mondo migliore e un domani pieno di speranza per i propri figli.

E la forza di ogni dittatura è il numero di ignoranti e di allineati.

Non a caso il carri armati hanno schiacciato gli studenti a Tienamen. La cultura fa paura, perché nella conoscenza è racchiuso il seme della Libertà e nella Libertà le radici del cambiamento e della liberazione della persona.

Il comunismo ha rappresentato per anni il miraggio di una società migliore, basata sulla equa distribuzione della ricchezza. E il suo fallimento è stato la dimostrazione che dove l’uomo è relegato ad un ruolo succube del sistema, tutto crolla. Il disastro del socialismo reale è la dimostrazione palese che l’economia non può e non deve essere la soluzione.

E non a caso, le prigioni del KGB per decenni hanno ospitato centinaia di intellettuali che, con la forza della conoscenza, rischiavano di mettere in crisi il regime sovietico.

E la lunga teoria di miseria, di povertà e di disperazione che il comunismo ha lasciato nell’ Europa dell’est, nel continente africano e in Asia sono il frutto di una ideologia basata sulla subordinazione dell’individuo e sulla soppressione della libertà individuale. Il “paradiso dei lavoratori” si è trasformato nell’”inferno della persona.

E il capitalismo moderno, basato sulla gestione sfrenata dei flussi finanziari, sulla esaltazione della ricchezza e sullo sfruttamento della persona è l’altra faccia della stessa terribile medaglia.

La crisi economica che ci attanaglia in questi mesi ha radici lontane, oltre l’Oceano Atlantico, lontane come Chernobyl o come il Fiume Giallo o il Muro di Berlino.

Ma per capire queste cose, bisogna conoscere. E la conoscenza ci da la libertà di scegliere il nostro futuro.

E un futuro degno di essere vissuto non può prescindere dal riappropriarsi di valori che questa società ha pensato di aver sepolto e dimenticato.

Dobbiamo riscoprire parole come solidarietà, come condivisione, come comunità, come sacrificio e come amore.

E’ necessario liberarsi dell’esaltazione dell’individualismo propria dei sistemi a capitalismo esasperato e da quella del sistema come panacea di tutti i mali, propugnata dal socialismo reale.

Occorre riscoprire i valori cristiani che hanno rappresentato le radici del nostro pensiero e della nostra cultura. Valori dove le difficoltà del singolo rappresentano un problema della comunità e nella comunità trovano risposte concrete. Risposte fatte di condivisione, di accoglienza, di solidarietà.

Solo se si considera l’altro importante e degno di attenzione e di rispetto possiamo creare una società dove i nostri figli possano guardare fiduciosi verso l’avvenire.

In questa ottica, la Politica diventa servizio e autentica ricerca del bene comune e non interesse privato e gestione egoistica della ricchezza.

La religione riacquista il senso della serenità dello spirito e della aspirazione alla ricerca del bene, dove l’accoglienza e la accettazione di chi sbaglia superano l’emarginazione e dove tutti possano vedere che l’amore non è una utopia filosofica ma uno stato di vita.

E dove Dio non è la somma di precetti e di condanne ma l’esaltazione del perdono e della misericordia.

E tutto ha una sola, indiscutibile verità. La conoscenza è la fonte della libertà.

La cultura ellenistica e cristiana hanno sempre indicato nella Libertà l’origine della dignità umana. Prometeo dona le proprie sofferenze all’umanità, perché possa godere del fuoco, sino ad allora appannaggio degli dei.

Cristo dona la sua vita all’uomo perché possa aprirsi ad un futuro di Libertà, vissuta senza il timore della morte.

Due esempi paradossalmente opposti, ma uniti da un comune denominatore: il bene di tutti nasce dalla donazione di ciascuno.

E non come vogliono farci credere che il bene di ciascuno nasce dall’egoismo e dalla prevaricazione.

Riflettiamo …