martedì 18 gennaio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
CONVEGNO DELLA FONDAZIONE CASTELLI A PALAZZO VALENTINI
Non ho potuto far mancare la mia presenza al Convegno annuale della Fondazione “Giorgio Castelli”. Come sempre ho potuto apprezzare l’ospitalità di Enzo e Rita che anche in questa occasione, immeritatamente, hanno voluto regalarmi una visibilità e un onore che conferma una stima e una amicizia che vanno ben oltre il rapporto tra Associazioni. Come sempre mi sono sentito a casa e, vinto il pizzico di emozione iniziale, mi sono calato in uno tra i più interessanti Convegni ai quali abbia mai partecipato.
Quello che si è vissuto sabato mattina ha confermato in pieno la definizione di “Castelli Style” che calza a pennello per la Fondazione. Un tavolo di presidenza di assoluto livello che si confronta con una tematica tra le più complesse, senza perdere di vista la modalità propositiva e costruttiva che caratterizza da sempre le iniziative della Fondazione.
Nella splendida cornice di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, si è discusso di rianimazione cardiopolmonare, con relatori di straordinario livello che hanno espresso il loro pensiero in tema di “ritorno” dall’aldilà.
Mons. Rino Fisichella, stretto collaboratore di Benedetto XVI, si è intrattenuto sulla visione cristiana, mentre l’ On.Walter Veltroni ha trattato lo stesso argomento dal punto di vista laico.
Buone notizie sono giunte invece dall’On. Di virgilio, presentatore della proposta di legge sulla defibrillazione precoce che ha assicurato i molti intervenuti che gremivano la Sala Mons. Di Liegro sull’iter procedurale della Legge che ormai da tre legislature giace in Parlamento e che, sembra, sia ormai in fase di definitiva approvazione.
Particolarmente interessanti anche le relazioni tecniche di Enzo Castelli e del Dott. Battisti, precedute dalla testimonianza toccante di Luigi e Daniela, giovane calciatore lui e impiegata lei, che hanno vissuto la drammatica esperienza di aver “fatto ritorno”, dopo un arresto cardiaco avuto su di un campo di calcio e nella Metropolitana di Roma.
La parte finale del Convegno ha visto la partecipazione attiva degli studenti universitari del Circolo degli Scipioni che hanno interagito con i relatori, ponendo una serie di quesiti relativi all’argomento trattato. Barbara, Camilla, Simone e Riccardo hanno spaziato dalle questioni tecniche sulla Legge a quelle di carattere personale e filosofico, raccogliendo l’applauso della platea che ha particolarmente apprezzato sia l’arguzia dei quesiti, sia la disponibilità e la franchezza delle risposte dei relatori interessati.
Ha fatto gli onori di casa il Presidente Nicola Zingaretti che ha poi assistito tra il pubblico alla prosecuzione dei lavori.
Dire che da queste iniziative si esce arricchiti è estremamente limitativo. Dagli incontri, di qualsiasi genere, con la Fondazione Castelli si esce con la consapevolezza che, una volta tanto, il rumore discreto della foresta che cresce ha superato quello, fragoroso, dell’albero che cade. E ci da l’orgoglio e la consapevolezza di far parte di questa meravigliosa foresta.
E, allora, la sintesi di tutto non può che essere solo un “Grazie” … di cuore!
martedì 28 dicembre 2010
8 GENNAIO: CONVEGNO FONDAZIONE CASTELLI
Come tutti gli anni, la Fondazione Castelli ci invita a riflettere su argomenti che toccano la nostra esperienza quotidiano e il nostro impegno nel sociale. Quest'anno la tematica è di sicuro interesse, tenuto conto anche del livello dei relatori: Mons. Rino Fisichella che esporrà il punto di vista religioso e l'On. Walter Veltroni che si intratterrà sul pensiero laico, oltre ad altri ospiti della stampa, del mondo ospedaliero, dello Sport e della Cultura.mercoledì 22 dicembre 2010
Buon Natale

Buon Natale.
Buon Natale ai miei figli,
ai quali auguro di guardare sempre alla Vita con allegria e con la consapevolezza che è una esperienza meravigliosa, un dono unico e irripetibile, che vale la pena di essere vissuto con intensità fino in fondo, conservando sempre la gratitudine di esserci.
Buon Natale ai miei genitori,
ai quali auguro di continuare a vivere a lungo, con la saggezza portata dagli anni e con la serenità di chi, attraverso la Fede, non smette mai di stupirsi e di stupire, con i piedi piantati nella terra e con lo sguardo rivolto verso il Cielo.
Buon Natale ai miei amici,
compagni di battaglie, di esperienze, fratelli con cui condividere le vittorie e le sconfitte della vita. A loro l’augurio, dal profondo del cuore, di continuare a vivere l’amicizia come una occasione per continuare a spezzare insieme il pane della quotidianità, vivendo sempre l’altro come un dono.
Buon Natale ai miei nemici,
o comunque a quelli che non condividono le mie scelte e le mie posizioni e mi considerano un ostacolo o un problema. Un augurio di pace e serenità e la speranza che tutti scoprano le ricchezze che albergano anche in chi ci sembra lontano e diverso e si riesca sempre a superare ciò che ci divide, nella speranza di scoprire ciò che ci unisce.
Buon Natale al Buon Dio,
che con la scusa che è Lui, nessuno gli fa mai gli Auguri. Gli auguro di poterci sempre perdonare nei casini che combiniamo, di comprenderci nei momenti di scoramento e delusione, di aiutarci nei problemi e di continuare ad aspettarci quando torneremo a casa,finalmente coscienti che solo in Lui ci sono tutte quelle cose che ci affanniamo inutilmente a cercare da ogni parte per essere felici.
Buon Natale alla mia Patria,
alla bella Italia, baciata dal sole e dal mare, riempita dalla bellezza dell’Arte e arricchita da poeti, da santi, da navigatori. Che possa ritrovare la pace sociale e possa tornare ad essere un luogo dove ciascuno trovi il suo rifugio anche se povero, straniero, malato e dove alberghi la garanzia di quelle opportunità che danno ai giovani la speranza nel futuro e agli anziani la serenità della vecchiaia.
Buon Natale allo Sport,
che amo tantissimo, perché continui ad essere occasione di unità e di integrazione e impari a scrivere la parola “avversari” al posto di “nemici” e possa tornare ad essere un diritto di tutti, giovani e anziani, e non uno svago per i ricchi.
Buon Natale,
perché per cercare di essere migliori, non bisogna aspettare che arrivi il Natale, ma visto che, comunque è arrivato, diamoci da fare per esserlo.
giovedì 16 dicembre 2010
IO CONTINUO A TIFARE PER LA VITA!

Un gravissimo attacco alla vita umana e alla libertà della persona è quello che il governo filippino sta portando avanti con l’adozione di una normativa che prevede il numero massimo di due figli per coppia, pena, per i non adempienti, sanzioni economiche o addirittura il carcere ( fonte l”Avvenire” del 16.12.2010 pag.20 ).
Si sta riproponendo la politica demografica che la Repubblica Popolare Cinese sta applicando da anni, con la conseguenza che, soprattutto nei sobborghi rurali, quando il nascituro è femmina e non può essere “utile” al lavoro dei campi, si adottano pratiche abortive estreme, se non la soppressione della neonata o, nella migliore della ipotesi, la “non segnalazione agli uffici demografici”, con la generazione di individui privati della personalità giuridica e, conseguentemente uno squilibrio demografico significativo che, a breve, farà sentire tutto il suo peso.
Andare in carcere per la Vita! Un paradosso giuridico e morale che coinvolgerà inevitabilmente tutti coloro che per difendere le proprie idee o, soprattutto, la vita dei figli che stanno venendo al mondo, saranno sottoposti a vessazioni e alla privazione della libertà personale. Dopo Africa e Medio Oriente, anche l’Asia sta tornando terra di persecuzione per i cristiani che, sempre più stanno tornando nelle condizioni di difendere la propria fede a costo della vita. La storia si ripete. Ma non è un problema di Religione, o almeno non solo. Le nazioni occidentali debbono far sentire la loro voce, forte e chiara, a difesa di valori universali, primo fra tutti la difesa della vita e secondo, la libertà di ciascuno alla autodeterminazione e alla possibilità di compiere scelte di vita consone ai propri convincimenti morali ed etici.
Purtroppo, l’Europa e gli Stati Uniti sono sempre più sensibili alle problematiche economiche che alla difesa dei diritti umani e lo strapotere finanziario della Cina ha fatto ben presto dimenticare le centinaia di studenti massacrati a Tien An Men, la negazione sistematica del dissenso e poche voci autorevoli si sono levate a manifestare indignazione quando al Premio Nobel per la pace, conferito ad uno dei principali dissidenti cinesi, ovviamente in carcere, è stato impedito di partecipare alla cerimonia di premiazione e, addirittura di farsi rappresentare da un famigliare o un amico.
Sono cose che ci fanno riflettere e ci ricordano che stiamo vivendo in un paese dove la libertà di ciascuno di noi non è mai messa in discussione e dove il dissenso rappresenta una opportunità di confronto e non un crimine sociale da reprimere, finanche con il sangue. Quello che ci manca non è la Libertà, ma la maturità di saperla apprezzare e gestire. Il tutto supportato da una classe dirigente che sicuramente rappresenta la peggiore espressione dal fascismo ad oggi. La recrudescenza della violenza da parte degli studenti è, nei fatti, la frustrazione di vedersi rubato il proprio futuro da una generazione di adulti che fa della raccomandazione e della prostituzione politica il modello culturale dominante, sia a destra che a sinistra. E che non si prende neanche la responsabilità di impegnarsi a garantire il lavoro ( e non il posto ) in modo stabile e soddisfacente.
E’ una generazione di adulti che sa vivere solo di ricatti e di apparenza, mortificando aspirazioni legittime e costruendo un modello sociale virtuale dove i poveri, i deboli e i malati sono considerati prodotti di scarto e dove l’apparenza ha definitivamente preso il posto della sostanza.
E allora, uomini e donne liberi e forti sono chiamati a difendere, privatamente e pubblicamente, i valori inalienabili della vita, dal suo concepimento alla sua fine naturale, rispondendone con il proprio comportamento, le proprie risorse materiali e intellettuali e manifestando il proprio dissenso verso quelle situazioni, e torniamo alle Filippine, dove la persona e la sua libertà sono immolate sull’altare di una economia malata e lontana dall’uomo.