giovedì 11 marzo 2010

CONVEGNO: "PATTO DI SOLIDARIETA' PER LA VITA"

( Foto Eleonora d'Urbano )



Mercoledì 10 Marzo, alla Sala della Protomoteca del Campidoglio, l'Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti e le Patologie Connesse ha realizzato il convegno "Patto di Solidarietà per la Vita", con la partecipazione dei Sindaci del Lazio e di personalità della cultura, della Medicina, dello Sport.
L'Albafor partecipava in veste di sponsor istituzionale e Marco Giustinelli è stato il primo relatore della manifestazione. Di seguito il testo dell'intervento:

"E’ con grande emozione che prendo la parola per ringraziare dell’ospitalità il Comune di Roma e il Sindaco Alemanno e porgere il benvenuto da parte del Gruppo di Lavoro dell’Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti e le patologie connesse ai Sindaci del Lazio e ai rappresentanti delle istituzioni, delle scuole, delle associazioni e a tutti coloro che sono presenti a questo appuntamento che rappresenta, ormai da anni, una pietra miliare sul cammino della costruzione della cultura della Donazione e della Solidarietà nella nostra regione.
Come docente prima e come dirigente dell'Albafor SpA poi, desidero condividere con tutti voi l'importanza di questo avvenimento, che segna un ideale punto di incontro tra quattro percorsi che convergono nel portare il messaggio della Cultura della Vita. A pochi passi da questa meravigliosa sala, in quello che era il Circo Massimo, i primi martiri cristiani versarono il loro sangue per testimoniare un messaggio di Pace che raggiunse gli estremi confini del mondo. Idealmente, ci uniamo a quello spirito per far partire da questo evento lo stesso invito alla Solidarietà ed alla generosità.
Uno dei più grandi Pontefici del secolo appena trascorso, Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI, oltre trenta anni fa, scriveva che questa generazione non ha bisogno di maestri, ma di testimoni. E mai, come oggi , questa affermazione torna di stringente attualità. In un momento dove i messaggi che arrivano ai nostri giovani sono spesso controversi, e dove la cultura dominante sembra essere sempre più imperniata sui personalismi e sull’egoismo, sull’apparire ad ogni costo, questa manifestazione – e le attività che l’hanno preceduta e che la seguiranno – vuole essere invece una testimonianza chiara e forte della necessità di lavorare insieme per costruire una autentica cultura della Vita, basata sulla condivisione e sull’attenzione all’altro.
La scelta della Formazione Professionale, come protagonista di questo momento, non è stata dettata dal caso: mai come oggi essa rappresenta una realtà di frontiera, una barriera all'abbandono scolastico, una alternativa, forse l'ultima, alla cultura dello “sballo” e dell'indifferenza. E' questo il terreno dove due generazioni si incontrano, per unirsi in un ideale patto di Solidarietà.
Questo incontro, che vede presenti i Sindaci di oltre cento comuni del Lazio, i rappresentanti di Regione e Provincie, allievi e docenti in rappresentanza degli oltre 2000 ragazzi che stanno partecipando alle iniziative legate alla promozione della Cultura della Donazione, vuole ribadire con forza questa impostazione e su questa base sono stati organizzati gli eventi che rappresentano la premessa e la sintesi di questa giornata:
I Sindaci del Lazio sigleranno il Patto di Solidarietà per la Vita. Un impegno formale, attraverso il quale esprimono il sostegno alle attività di diffusione della cultura della Donazione, promosse dalla Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti e le patologie connesse. Una testimonianza concreta di come le istituzioni locali vogliono essere vicino al cittadino, anche e soprattutto quando versa in condizioni di difficoltà e sofferenza quali può essere la drammatica necessità di un trapianto d’organi.
La scuola, attraverso la partecipazione al Concorso “I Giovani per la promozione della Vita” che ha visto il contributo degli allievi e dei Docenti delle Sedi dell’Istituto Superiore di Formazione, Ricerca e Sviluppo Albafor SpA di Albano, Cecchina, Velletri, Valmontone, Marino, Colleferro e Pomezia e dell’Istituto di Nettuno. Attività di riflessione, di discussione, di testimonianza portate all’interno degli istituti scolastici e formativi da parte di medici e personaggi dello sport e della cultura, ottimamente coordinate dalla presenza e dalla professionalità di tanti docenti che si sono coinvolti con entusiasmo in questa avventura.
Lo Sport, che ha visto coinvolte due tra le maggiori Federazioni presenti sul nostro territorio: La Federazione Italiana Giuoco Calcio, attraverso il Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti e del Settore Giovanile e Scolastico e la Federazione Italiana Volley. Le rappresentative regionali e provinciali porteranno sulle loro maglie di allenamento il logo della Agenzia dei Trapianti e saranno i testimonial nel prossimo Torneo delle Regioni che si svolgerà nella settimana precedente la Pasqua in Umbria ( calcio ) e nel Torneo delle Provincie di Volley che si terrà a Roma a fine aprile e rappresenterà il prologo del Mondiale di Volley che sarà ospitato quest’anno in Italia.
Le Associazioni e i volontari, che con il loro impegno e la loro partecipazione competente e qualificata, hanno permesso che molte di queste manifestazioni si realizzassero con efficacia e che il messaggio della Donazione arrivasse carico dei suoi contenuti più autentici. Tra le altre ricordiamo la realizzazione dello spettacolo teatrale Edipo Re che l’Associazione Giovanile “Il Circolo degli Scipioni” della Città di Albano metterà in scena nelle prossime settimane per sensibilizzare gli alunni delle scuole superiori della loro città sulle tematiche legate al Trapianto di organi.
In conclusione, ritengo doveroso sottolineare il contributo umano e professionale che il Prof. Carlo Umberto Casciani ha messo a disposizione della diffusione della Cultura della Vita e della Donazione di organi in particolare. E' una figura di sicuro riferimento per i nostri giovani. Una autentica testimonianza dell'impegno costante e costruttivo che una personalità della sua levatura sta profondendo a favore della diffusione di una sensibilità condivisa verso chi attende il trapianto come unica soluzione terapeutica.
Ringrazio infine la Dr.ssa Anna Laganà Madia per lo straordinario impegno nell'organizzazione di questa manifestazione e per averci voluto coinvolgere nell'organizzazione.
Per ultimo, vorrei lasciarvi con un dono particolare, una frase di Madre Teresa di Calcutta che ci viene in sostegno, quando crediamo che il nostro contributo sia troppo piccolo, rispetto a quello che vorremmo, per essere una soluzione ai problemi che andiamo affrontando:

“Quello che facciamo
è soltanto una goccia nell'oceano.
ma se non ci fosse quella goccia
all'oceano mancherebbe.”

Grazie e buon lavoro.

martedì 9 febbraio 2010

Come si fa a ridurre lo sport più bello del mondo a una battaglia con tanto di scontri, di bombe, petardi, manganelli e fumogeni? Quello che è successo oggi a Formello ( quartier generale della Lazio ) è purtroppo lo specchio di un calcio malato che riflette una società dove lo sport rappresenta ormai una ragione di vita e di morte per tanti ragazzi senza riferimenti e senza altri valori a cui attaccarsi. Da tifoso della Lazio da sempre, anche io sto soffrendo per la situazione della mia squadra del cuore. Anche io sopporto ( quasi sempre col sorriso sulle labbra ) gli sfottò e le prese in giro dei miei colleghi di lavoro giallorossi. Anche io mi arrabbio quando vedo in campo una squadra allo sbando, senza un gioco, senza un allenatore che sappia organizzare decentemente quella che ormai è una armata brancaleone da operetta. Io che, domenica scorsa ho preferito andare a vedere Avatar con la mia bambina di dieci anni, piuttosto che occupare la mia poltroncina di Monte Mario per soffrire e vedere la disfatta ( ennesima stagionale ) dei miei colori biancocelesti.
Ma da qui a fare la guerra, ce ne passa! La guerra si può fare - come ultima ratio - per difendere la propria patria, per proteggere i propri cari, per rovesciare un regime sanguinario e illibertario, ma per una squadra di pallone è ridicolo persino incazzarsi seriamente!
Purtroppo questa è una spia del profondo malore che attanaglia i nostri ragazzi che, sempre più frequentemente, si fanno strumentalizzare da idee e persone che fanno della violenza gratuita il proprio cavallo di battaglia. Che pena ...
E allora è sempre più imperante darsi da fare per creare una nuova cultura dello sport che contrasti quella dominante. Lo sport deve tornare ad essere allegria, voglia di vivere, di combattere per ottenere un risultato, di sacrificarsi. Deve essere l'accettazione della sconfitta e l'esaltazione della vittoria. Deve essere rispetto per il proprio corpo, con una educazione alla corretta alimentazione, con il rifiuto del doping, con la consapevolezza dei danni del fumo e dell'alcool. Deve essere altruismo, soprattutto nel calcio, dove in tanti si gioca e in tanti si vince e si perde.
Il calcio per salvarsi deve tornare alle origini, deve tornare nelle strade, negli oratori, nelle piazze. Deve trasmettere voglia di stare insieme. Attraverso il calcio - vissuto nel modo giusto - si può creare una autentica cultura dell'integrazione e della civile convivenza. Intorno al calcio si possono creare amicizie o addirittura amori. Con il calcio si può fare cultura, si possono creare opere d'arte, commedie teatrali, si può fare fotografia e televisione. Il calcio deve riuscire a saper unire.
Lavorare per un calcio migliore significa vivere per un mondo migliore.
E si può fare.

Parte il Progetto "Special Olympic 2010"

Sabato 6 Febbraio 2010, presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo di Via Kennedy a Ciampino, l’Albafor ha ricevuto l’accredito come “Team Special Olympic” per l’anno 2009/2010. L’iniziativa, finalizzata a favorire l’inclusione degli allievi diversamente abili, è stata promossa dal Direttore della Valutazione Marco Giustinelli, referente per le attività sportive e promotore dell’Albafor Cup, la manifestazione sportiva che ha visto nel 2009 la partecipazione di oltre 500 allievi delle diverse Sedi Operative presenti sul territorio.
“Debbo ringraziare – ha sottolineato Marco Giustinelli – le sollecitazioni giunte dai colleghi Francesco Vendittelli della Sede di Pomezia e Livio Colantonio di Albano, che hanno fatto in modo che si attivasse un percorso in collaborazione con Special Olympic Italia per favorire, attraverso lo Sport quella inclusione sociale che da sempre è uno degli obiettivi istituzionali dell’Albafor. Sono stato quindi veramente felice di dare una mano per portare a termine l’iter di accreditamento nel più breve tempo possibile. Adesso però tocca a loro, sul campo, sfruttare questa bellissima opportunità .”
Il Team Special Olympic prevede la formazione di squadre formate da allievi provenienti sia dall’Obbligo Formativo che dal Settore percorsi Individualizzati. L’Albafor inizierà con la partecipazione al Campionato Special Olympic di calcio a Cinque che vedrà protagonisti, nella fase iniziale gli allievi di Albano e Pomezia.
L’attività sarà coordinata, a livello organizzativo, da Fabio Ferrarini, della Segreteria della Direzione della Valutazione.
Questa nuova iniziativa segue quella, organizzata in collaborazione con la Fondazione "Giorgio Castelli Onlus" che ha visto l'addestramento dei docenti dell'Albafor all'uso dell'apparecchio defibrillatore a alla rianimazione cardiorespiratoria BLS-D.
Fonte: Direzione della Valutazione Albafor SpA

martedì 26 gennaio 2010


Che desolazione leggere sui quotidiani che Emma Bonino, candidata alla guida della Regione Lazio, rivendica il suo passato di abortista convinta, e si conferma tra coloro che vedono l'aborto come una conquista delle donne, come una forma di "modernità". Su questo blog non si è mai parlato di politica ne' di partiti, ma mi corre l'obbligo di spendere due parole a difesa della Cultura della Vita, contro chi, nel nome del progresso, si proclama alfiere di un modo di pensare che respingo, nel nome di quello che c'è di più sacro al mondo: la difesa della vita umana dal momento del suo concepimento a quello della sua fine naturale. Con tanti amici, e in tanti modi, sto cercando di proporre, soprattutto ai giovani, un approccio al quotidiano che si realizzi nella promozione della vita, nella tutela della salute, nel tentativo di pensare l'altro come una cosa importante, come qualcuno per cui vale la pena di lottare e di spendersi.
La vita è sempre degna di essere vissuta. E nessuno, ne' uomo ne' stato, può arrogarsi il diritto di porre fine ad essa. Stabilire dei parametri secondo i quali un medico, un giudice, un politico può valutare se porre fine all'esistenza di una creatura umana, significa dare forza ad una cultura di stampo nazista. Allora, in nome della razza si stabilirono parametri per i quali una vita si dichiarava "non degna di essere vissuta" e se ne autorizzava, anzi se ne promuoveva, la soppressione sistematica. Oggi, paradossalmente, si è reintrodotto il concetto che lo stato può fissare dei parametri secondo i quali una vita appena concepita può essere eliminata. Si combatte nelle piazze per impedire che un assassino o uno stupratore o uno stragista vengano giustiziati, ma coloro che gridano contro la pena di morte, tacciono quando la vittima è un embrione umano, incapace di non solo di difendersi, ma anche di esprimersi.
E che chi si candida alla guida di una parte importante del nostro paese, si proclami paladino di questo tipo di cultura, non può raccogliere che la mia profonda avversione.
La signora Bonino dovrebbe scoprire la ricchezza di vivere accanto a disabili che giorno dopo giorno lottano per rimanere attaccati alla vita, dovrebbe provare il piacere di tenere tra le braccia l'ultimo nato di dieci figli.
La morte non è mai bella, non è mai una soluzione. La morte, quando è provocata coscientemente, genera sempre disperazione, dolore, sensi di colpa. La morte non può essere mai compatibile con la vita. E anche per la peggiore delle vite non può e non deve esistere qualcuno o qualcosa che può decidere se togliertela o lasciartela.
Rifletta, signora Bonino, e lasci perdere. Ho il dubbio che chi non è in grado di tutelare la cosa più preziosa che posseggo, avrà difficoltà a gestire bene anche i miei soldi .
Nessuno tocchi Caino ( dice la Bibbia ) ... figuriamoci Abele!